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Orto

Mes amis, benvenuti alla nuova rubrica di Properly tutta dedicata al gardening, e più precisamente alla creazione e alla cura dell’orto.

Ora, l’orto. Sono cresciuta con la grandissima fortuna e il lusso di sapere esattamente da dove viene tutto ciò che mangio, il vero sapore di una zucchina o di un peperone, il colore vivo delle melanzane e il profumo del pomodoro. Parlo di lusso, perchè non tutti hanno un pezzo di terra coltivabile, e soprattutto non tutti hanno una nonna (un nonno, una mamma, un papà, degli zii…) con la pazienza e l’amore necessari a curare un orto.
Non vi mentirò: è un impegno, ma di quelli che ti riempiono il cuore di soddisfazioni. Mangiare un bel pomodoro carnoso con del basilico fresco, tutto coltivato da voi e dirvi “q25623a53e35154ca12c5f4c55a329eeduesto è del mio orto, l’ho curato io e innaffiato con la mia acqua”, beh, posso assicurarvi che è tutt’altra cosa rispetto al pomodoro preso al supermercato o dal fruttivendolo. Discorso a parte per il mercato del contadino, ad esempio, dove ci sono bancarelle biologiche in cui i prodotti sono fantastici, anche se mancherà sempre quel quid in più dato da voi.

Io vengo da una famiglia in cui, essendo nata e cresciuta in campagna, molto di ciò che mangiamo viene fatto da noi: la verdura in primis, la frutta (non tanta purtroppo), le uova, i polli e le galline, i salumi (salami, coppe, pancette, chi più ne ha più ne metta), la pasta fresca molte volte. Durante l’infanzia e l’adolescenza, ho preso tutto ciò per scontato, come se tutte le famiglie avessero questa fortuna, che in realtà solo io sembravo apprezzare una volta capito il vero valore di tutto ciò. L’orgoglio dell’auto sostentamento, della tradizione del saper fare che si coniuga al sapere acquisito dalle nostre generazioni più giovani mi ha fatto apprezzare ancora di più la fortuna che ho. Sfruttare la nostra terra e nostre energie naturali rinnovabili sembra ora qualcosa di eccezionale: persa l’abitudine a costruire ciò che abbiamo e a coltivare o allevare ciò che mangiamo e adagiandoci sul meccanismo della società dei consumi, tutto questo ci ha spinti a riconsiderare le nostre priorità. Giunti in un’ era in cui la cucina e il cibo hanno preso prepotentemente il posto di vecchie mode (questo sì che è qualcosa da indagare antropologicamente), il cibo sano ha preso il posto di McDonald’s, e vediamo piovere dal cielo toast con avocado, granola ai frutti di bosco e insalate ai semi come se tutto ciò fosse stato creato oggi. E invece c’era anche ieri. Ciò che cambia è la consapevolezza del presente, la volontà di riprendere in mano, come si riesce e come si può, quotidianamente, le nostre scelte e modificarle in vista di altri obiettivi: una vita più sana, un pianeta che chiede di essere salvato da noi stessi. Ognuno contribuisce come riesce nei limiti delle proprie possibilità: chi toglie completamente la carne, chi non usa l’automobile, chi boicotta grandi aziende. Io credo prima di tutto nell’equilibrio, che cerco di applicare alla mia vita quotidiana. Non elimino la carne, ne limito il consumo, e se posso scelgo il produttore e il trattamento, così come fa mio nonno per i suoi salumi. Cerco di comprare frutta e verdura di stagione (il mio mantra personale: niente fragole prima di metà marzo) quando sono fuori casa. Mi muovo a piedi quando posso e quando la mia pigrizia non prende il sopravvento. Non parliamo della raccolta differenziata: obbligatoria. La dieta mediterranea è la soluzione a tutti i quesiti: verdura, pesce, cereali, poca carne.

E tutto questo per dirvi cosa? Per introdurvi i 5 motivi fondamentali per cui coltivare e curare un orto.

 

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» IL GUSTO. Properly è sempre e prima di tutto amore per il cibo, e questo non può che declinarsi in mille sfumature diverse e comprendere quindi anche l’orto. Da lì parte tutto, è inutile trovare scuse: se la materia prima è di buona qualità, il resto viene da sé. La qualità dei vostri pranzi e delle vostre cene migliorerà ad ogni assaggio, non appena vi renderete conto dell’enorme differenza tra i prodotti in vendita e i prodotti del vostro orto. Non c’è paragone.

 


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»LA CURA. L’orto è cura. Prima di tutto, per la terra: avvertiamo una sorta di riallineamento con il ciclo della natura, capiamo quando e come devono essere mangiati gli alimenti, le erbe, le spezie. Impariamo ad avere pazienza, ad avere rispetto per questa terra che ci accoglie e che ci ospita. E’ cura per noi: rimette in circolo il buonumore, ci permette di stare all’aria aperta (sapevate che numerosissimi studi scientifici hanno dimostrato che l’uomo circondato dalla natura è un uomo più felice, perché in un certo senso ci ricorda il nostro stato primitivo?), di rigenerare le cellule e di aprire i nostri polmoni all’aria, quella vera, non quella degli uffici o delle aule studio. E’ rispetto verso il nostro corpo, a cui offriamo cibo sano e coltivato da noi, in tutta sicurezza.

 

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»LA SICUREZZA. La sicurezza, appunto. Avere un nostro orto ci permette di decidere come coltivare ciò che mangiamo, possibilmente cercando di non usare nessun tipo di trattamento chimico: sapete che si può usare la competizione biologica tra le specie per scacciare batteri o malattie, utilizzando insetti o particolari piante? L’unica cosa che non possiamo controllare, purtroppo, è l’aria dove viviamo, ma tutto il resto è super facile!

 

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»LA SODDISFAZIONE. Ultima volta che ve lo ripeto: è meglio comprare della frutta o della verdura al supermercato o dal fruttivendolo, o tagliare la vostra insalata dall’orto o dal balcone? Inoltre, il risparmio economico non è da sottovalutare: ciò che vi serve sono semi o piantine tra trapiantare e dell’acqua. A tutto il resto penserà la natura!

 

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»L’IMPATTO AMBIENTALE. Avere il proprio orticello e coltivare la propria verdura incide, e non poco, sull’impatto ambientale. Se ogni nucleo familiare producesse la propria frutta e verdura, si ridurrebbe il numero di camion che trasportano frutta e verdura sù e giù per l’Italia, oltre che il trasporto della vostra verdura dal fruttivendolo a casa vostra.  E se il vostro orto produce in sovrabbondanza, regalate la vostra produzione ai vicini: il pensiero è molto apprezzato ed eviterete anche a loro emissioni nocive causate dai viaggi in macchina!

 

E se con tutto questo non vi ho convinto, aspettate la prossima settimana, e vi avrò conquistate!

Sofia

 

 

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