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E così senza che ce ne accorgessimo siamo tornati all’inverno che non c’è mai stato, neve e tutto il resto. Uao, e io che già pensavo alla primavera mite con i suoi fiori, i suoi profumi, le sue nuvole ciccione.

Queste sono settimane frenetiche, che arrivano al lunedì senza passare dal via, quando invece mi aspetto un po’ di calma, un sabato lento e tranquillo, permettermi il lusso di non sapere come occupare il mio tempo, per un giorno. Invece, pazienza. Arriverà, e ci si accontenta di un’ora al pomeriggio di calma e pace, con una fetta di crostata e un tè aromatizzato.

IMG_9918OKA proposito, la crostata. E questa non ha bisogno di tante descrizioni. Guardatela, così come è. E’ paradisiaca. Una fetta di questa potrebbe facilmente far scomparire tutti i vostri problemi per un’oretta buona, perché non pensereste a nient’altro. Prima, la frolla. Santa la nonna che ha inventato la frolla. Dolce, morbida frolla. E la crema? Soffice e vellutata come nient’altro al mondo. E poi i lamponi: cosa sarebbe questa crostata senza i lamponi.

Quindi oggi, per il Meat Free Monday, si parla di merenda. Una merenda lenta, tra una lezione e l’altra, senza troppi problemi, guardando fuori che per un momento ancora è tornata la primavera, sciogliendo quella neve che è arrivata troppo tardi. Consacriamo questo pomeriggio alla crostata, a un momento tutto nostro.

Vi serviranno:

Per la frolla:

  • 250 g di farina
  • 125 g di zucchero
  • 125 g di burro morbido
  • 1 uovo intero + 1 tuorlo
  • 1 cucchiaino di lievito
  • 1 cucchiaio di latte
  • Pizzico di sale
  • Poca scorza di limone

Per la crema:

  • 160 g di zucchero
  • 350 ml di latte
  • 30 g di farina
  • 4 uova
  • mezza stecca di vaniglia
  • un pizzico di sale
  • due fettine di zenzero (facoltativo)

Facciamo la frolla: setacciate la farina e disponetela a fontana su un’asse. Aggiungete lo zucchero e il burro morbido tagliato a listarelle. Lavorate con le mani fino a raggiungere una consistenza sabbiosa. aggiungete l’uovo più il tuorlo, un cucchiaino di lievito, il latte e poca scorza di limone. Impastate fino a rendere l’impasto compatto, formate una mattonella che ricoprirete con carta da forno. Lasciate riposare in frigorifero per un’ora.

Facciamo la crema: scaldate il latte in una casseruola insieme alla stecca di vaniglia. Intanto, montate le uova con lo zucchero, fino ad ottenere una crema molto soffice e spumosa. Aggiungete la farina e un pizzico di sale. Aggiungete il tutto al latte ben caldo, continuando a mescolare. Mescolare in continuazione fino a quando la crema non si sarà addensata. A questo punto, lasciate raffreddare la crema.

Tirate fuori la pasta dal frigorifero e, ben fredda, stendetela con un mattarello e adagiatela su uno stampo per crostata. Ricoprite con un foglio di carta da forno e fagioli secchi (in alternativa, arrotolate della carta da forno e sistematela a cerchio sulla crostata negli angoli). A piacere, con la pasta rimanente, potete formare biscottini da mettere sulla crostata. Cuocete in forno a 175° per 30 minuti circa. Lasciate raffreddare.
Versate la crema pasticciera sulla crostata, livellatela, decorate con lamponi e biscottini a piacere. Una spolverata di zucchero a velo, ed è pronta per essere gustata! Bon appétit!

IMG_9838OKOggi è un lunedì strano di fine inverno, in un pomeriggio in cui sento di aver dormito decisamente troppo, un lunedì che è quasi un prolungamento della domenica. Piove ora e ha piovuto tutta la notte e tutta la giornata di ieri, e un po’ è quello che ti succede dentro in questa primavera che sta arrivando. Giorno dopo giorno vige l’ansia come regola di vita che ti fa sembrare il presente e il futuro impossibili da gestire e da affrontare. Sta tutto nel capire come prendere le cose per come sono, senza costruirci castelli e problemi aggiuntivi. Senza caricare d’ansia la quotidianità. Magari affrontando una giornata alla volta, un’ora alla volta, senza pensare al resto. Sfruttare le valvole di sfogo. Prendere quello che ti alleggerisce l’anima e il resto buttarlo via senza pensarci. Non lasciare che la prospettiva ti soffochi.

Intanto: è lunedì, si torna a Trento, pensiamo ad oggi. Domani è un altro giorno.

IMG_9854OKPer la vostra cena all’insegna del Meat Free Monday, involtini di cavolo cappuccio con patate, brie e una spolverata di timo. Buonissimi e golosissimi, scaldano il cuore in una serata piovosa.

 

Vi serviranno:

  • una verza
  • 6 patate medie
  • un etto di brie
  • tre cucchiai di latte
  • olio evo
  • sale, pepe
  • rosmarino, timo

Bollite le patate in abbondante acqua salata, scolatele quando diventeranno morbide e lasciatele raffreddare. Togliete le foglie esterne della verza (cinque o sei) aiutandovi con un coltello e sbollentatele per circa 2 minuti, togliendole dall’acqua e immergendole velocemente in una ciotola piena di acqua e ghiaccio, in modo che mantengano il colore verde brillante. A parte, schiacciate le patate con una forchetta fino a ridurle in purea, aggiungete il latte, un filo di olio evo, salate e pepate a piacere. Tagliate in piccoli pezzi il brie, e aggiungetelo alle patate. Mescolate il tutto con le mani. Togliete le foglie di verza dall’acqua e asciugatele con la carta da cucina. Ora, aprite la foglie, sistemate al centro il ripieno di patate e brie, richiudete partendo dal lati inferiori, proseguendo con i lati e infine il lato superiore della foglia. Posate gli involtini in una pirofila precedentemente unta con olio evo, aggiungete rosmarino e timo, pepate. Infornate a 200° per 15 minuti, dopodiché aggiungete piccoli pezzi di brie sopra gli involtini e infornate per altri 5 minuti. Bon appétit!

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Apro la finestra, fuori c’è il sole e sento l’aria leggera, la primavera che insiste e si intrufola dove non dovrebbe (che se ci pensate, alla fine, siamo ancora a febbraio), e io la primavera l’ho sempre sentita, mi entra dentro dalla pelle, mi sfasa le tempistiche e mi riallinea con il ritmo della terra. Hvoglia di fiori, profumati, dai toni neutri ma decisi, in vasi sparsi per la casa. Voglio bulbi, tanti bulbi, fioriti o no, che importa, basta che siano bulbi (non so se avete capito, ho voglia di bulbi). Mi piace cullarmi all’idea di una vita fatta su misura per me, lavorando facendo ciò che mi piace, a giocare con gli oggetti, unirli e assemblarli. Ciò che più mi ossessiona ultimamente è il risveglio, la sensazione di possibilità che questo porta con sé: ogni giorno è a parte e ogni giorno è da creare e da pianificare, come un foglio bianco davanti a te e un milione di colori. Il risveglio da questo inverno pesante e denso è proprio questo: idee fresche, disegni da riempire, caselle da spuntare. Parola d’ordine: spensieratezza. E tutto va da sé. 

Quindi:
» vi presento ufficialmente la nuova grafica di Properly: fresca, intuitiva, curiosa. Pronta ad accogliere la primavera che arriva e, con una buona dose di pazienza, tante nuove idee che stanno germogliando. Properly è Sofia, e Sofia è tante cose: cambio idea sei volte al giorno e Properly potrebbe cambiare con me, mutando natura stagionalmente, aggiungendo, togliendo, arricchendo. Un mondo in completa evoluzione.

» nasce la nuova rubrica che non ha fretta, perché va al passo della natura: mini guide di giardinaggio, coltivazione e vita all’aria aperta da una fanatica neofita. Usciamo dalle nostre case e da noi stessi, rimettiamoci in contatto con il ciclo che ci ha dato la vita e piantiamo, seminiamo e innaffiamo. Io seguirò e documenterò le mani esperte della mia nonna, che da sempre coltiva quello che mangia con amore e passione. Stay tuned per i primissimi post!

» Da oggi, Properly aderisce al Meat Free Monday, campagna di sensibilizzazione ambientale lanciata nel 2009 da nientepopodimeno che Paul McCartney assieme alle figlie Stella e Mary. Un giorno a settimana (il lunedì, appunto) completamente senza carne, un piccolo contributo alla salvaguardia del pianeta che non rinuncia all’equilibrio. Carne sì, ma poca: il nostro stile di vita non ne esige più un consumo quotidiano, basta lasciar correre la fantasia e scopriamo piatti sani e gustosi a portata di mano, semplici e veloci. Ogni lunedì, su Properly, a partire da oggi!

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Vi serviranno: (x4)

  • 280 g di couscous (Alce Nero)
  • 2 cucchiai di curry
  • zenzero fresco
  • 50 g di farina
  • 50 g di burro
  • 400 ml di latte
  • 2 mele

Preparate la crema di curry e zenzero. In una casseruola sciogliete il burro a pezzetti. A parte, intiepidite il latte. Una volta sciolto completamente il burro, aggiungete la farina setacciata e mescolate con una frusta. Assorbita completamente la farina (e quindi creato il roux), aggiungete a filo il latte continuando a mescolare. Portate a bollore e aggiungete i due cucchiai di curry (o più, a piacere), due fettine di zenzero fresco tritato, sale e pepe. Lasciate raffreddare.
In una ciotola, sgranate il couscous con un cucchiaio di olio, aggiungete 400 mo di acqua salata bollente e coprite per 5 minuti. Sgranate il couscous con le mani o una forchetta.
Sbucciate le mele e tagliatele a fette molto sottili. Scaldate una padella antiaderente e arrostite le fettine di mele rigirandole un paio di volte.
Stendete la crema di curry e zenzero sul piatto, aggiungete il curry e le fettine di mele arrostite. Bon appétit!

 

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2016, e Buon Anno. Ed è incredibile quanto questo 2016 si faccia già sentire. Lunedì mattina 11 gennaio, metti la sveglia presto perché devi ripassare e ripetere (e stai invecchiando mentalmente, prima delle nove non riesco più a svegliarmi), spegni la sveglia, ti alzi, e boom, David Bowie se ne è andato, esattamente come era arrivato, con un lampo. Sembra stupido, ma sono quelle notizie che ti cambiano un po’ la giornata, e ti chiedi ‘ma davvero lui? ma proprio lui?’. E poi niente, riprendi la giornata esattamente come doveva essere, un cappuccino e via.
Io i buoni propositi non li volevo proprio fare, non quest’anno, non mi andava un granché di sentirmi male rileggendoli il prossimo dicembre ritrovandoli falliti miseramente e ancora lì intatti. Poi una mattina ho riaperto una vecchia agenda e dall’ultima pagina è uscito il bigliettino dei buoni propositi 2014 e lì, al terzo posto, spuntava l’embrione del Properly, con un logo scarabocchiato e un punto esclamativo di fianco. Non ci potevo credere, nemmeno lo ricordavo! Quindi prima o poi, questi buoni propositi si realizzano, rimangono nel sottosuolo come fiumi carsici e improvvisamente riappaiono, quando meno te lo aspetti.
Quindi sì, questa lista dei buoni propositi la faccio, perché non si sa mai che poi qualcuno riappaia, e si realizzi.

Nel 2016 vorrei trovare quella Pazienza che non si arrende alla rassegnazione, ma che si concentra sulla meta senza distrarsi e sopporta deviazioni (la tesi e quegli esami sempre uguali che mi stanno corrodendo l’anima) e rallentamenti (la testa in quanti parti può suddividersi prima di disperdersi?) conservando quella miccia pronta ad accendersi appena arriverà il momento. E arriverà.

Nel 2016 vorrei capire quale dei mille mondi che ho in testa vorrei abitare, perché sono tutti troppo diversi tra di loro e uno come fa a scegliere quando un giorno ne vuoi uno, e il giorno dopo ne vuoi un altro? Guardate che è un bel dramma. Quindi, caro 2016: illuminami.

Nel 2016 vorrei imparare a vivere leggera, con quell’arte calviniana di planare dall’alto, senza macigni sul cuore, che la vita è troppo breve per lasciare che questi pesi ci offuschino la vista.

Nel 2016 vorrei iniziare per la prima volta a pensare anche a me, senza vederlo come una perdita di tempo: maschere di Sephora contorno occhi per vederci meglio, un’ora di camminata sul lungadige un giorno sì e l’altro pure no (non esageriamo, ma chiudiamo fuori le scuse -ho freddo, ho dimenticato le scarpe, devo studiare, ops ho le cuffie scariche), e appena arriva la primavera un bel taglio netto ai capelli. Ah, e per le giornate no sto rincorrendo Joues Contraste: aspettami.

Chère 2016: rimettiti in sesto, per favore, che con questa storia di David Bowie non mi stai piacendo per niente, e poi che Gennaio è senza neve? Io la voglio come la vedo nella mia fotografia sulla scrivania nel ’95, bianca e candida, come se nulla fosse cambiato.
Invece no, tutto è cambiato perché tutto evolve e si modifica, dobbiamo solo prendere un profondo respiro e pensare che alla fine, tutto andrà bene e si aggiusterà.

I’m stepping through the door
And I’m floating
in a most peculiar way
And the stars look very different today

 

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Vi serviranno:

  • due carciofi romani
  • una pera
  • una fetta di pecorino toscano
  • un limone
  • olio evo, sale, pepe

Pulite i carciofi: togliete tutte le foglie esterne più dure, tagliate le punte e parte del gambo, tagliate a metà il carciofo e togliete la barba interna. Pulite il gambo dai filamenti più duri. Mettete i carciofi in una ciotola con acqua e mezzo limone spremuto. Intanto, tagliate a listarelle il pecorino e a pezzetti piccoli la pera. Preparate un’emulsione di olio, limone e sale frullando il tutto in una tazza. Togliete i carciofi dall’acqua e limone, scolateli e tagliateli a listarelle sottili per il senso della lunghezza. Uniteli al pecorino e alla pera e conditeli con l’emulsione di olio e limone e una macinata di pepe fresco.

Mentre cucinate, buon viaggio David: David Bowie – Space Oddity

 

 

 

 

 

 

 

 

Lunedì e meno 10 alla vigilia di natale. Profumo di biscotti e rumore di pentole sul fuoco. Avete già pensato ai regali? Qui qualche idea per il packaging, per qualche regalo gastronomico, per decorare il vostro albero. Stay christmasy ♡

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