Category

Lievitati

IMG_9639OK
The Properly
è un blog di cucina, che parla di cibo come fonte di vita, di condivisione e gioia. Ogni volta che mi ritrovo a scrivere un post, cerco di ricordarmi questo piccolo mantra, ma, inevitabilmente, appena inizio a scrivere, la mente corre verso altro e i pensieri si costruiscono mentre appaiono i caratteri sullo schermo. E’ sempre successo: preparando i saggi brevi al liceo organizzavo uno schema ben strutturato e logico, per poi stravolgere tutto una volta iniziato a scrivere. Scopro quindi che mi viene spontaneo comporre e scomporre elementi, organizzarli e mandare tutto all’aria per creare qualcosa di ancora più bello. Ed ecco che sto divagando di nuovo, perché è esattamente quello che accade quando apro la pagina, la testa si riempie di cose da dire, da fare, da condividere, e le vorrei buttare tutte assieme qui. Così The Properly inizia a perdere pian piano la sua natura esclusivamente culinaria e prende sempre più la forma dei miei pensieri, dei miei desideri, dei miei sogni.

Quello che è successo venerdì 13 a Parigi mi ha profondamente scosso, ed eccomi a parlare improvvisamente di dolore, di perdita, di odio, di paura.

Prima di tutto, Parigi.
Oh, Parigi, Parigi. No, non Parigi. No.
Perché? Perché sei perfetta, leggera, piena, profumata, fragrante, luccicante e delicata. Perché accendi la vita anche dove non c’è. Parigi a dicembre, Parigi nella mia memoria, nei miei ricordi, Parigi sempre.

E se dovessi trasferirti, dove andresti?” – “Parigi.

Che dolore, Parigi. Quanto odio, Parigi. Quanta paura, Parigi. Parigi tutti ti vogliono, Parigi che brucia d’odio. Parigi in fiamme, Parigi che rinasce dalle ceneri. Parigi che è Europa che siamo tutti noi che l’amore salva tutto che love, the higher law. Parigi che dietro questo male, questo odio così stupido, così banale, non c’è niente, c’è il vuoto, c’è l’oblio.

“[Il male] è una sfida del pensiero (…) perché il pensiero (…) tenta di andare alle radici delle cose, e nel momento che s’interessa al male, viene frustrato, perché non c’è nulla. Questa è la banalità. Solo il bene ha profondità, e può essere radicale.”

Che poi, Parigi, cosa sei? Parigi, non sei niente. Parigi, sei tutto. Parigi, sei Kenya, sei Siria, sei Beirut, sei Libia, sei Iraq. Parigi sei vita, Parigi sei il mondo. Parigi, quanto pianto, quanto terrore, quanto dolore per questa umanità. Umanità.

“Ricordatevi che siete uomini e dimenticatevi tutto il resto.”

Parigi che l’odio genera paura che genera odio che genera paurachegeneraodiochegenerapaurache

E poi? E adesso?

E adesso, “creare campi di comprensione invece che campi di battaglia”.
E adesso Parigi resiste e dai tetti la vista è impareggiabile e se guardiamo tutti assieme sopra l’odio nelle strade, nelle stanze buie della vostra mente, nelle vostre piccole case, e ci saliamo, sopra i tetti di Parigi, l’aria è fresca, il cielo a colori pastello e le persone si danno una mano e non c’è odio, non c’è paura, c’è solo attenzione e cura.

E’ così faticoso odiare. E’ così difficile. E’ così innaturale.

IMG_9656OK

IMG_9657OK

Vi serviranno: 

  • 250 g di bietole
  • 250 g di cavolo nero
  • 100 g di parmigiano grattugiato
  • 250 g di farina
  • 170 g di provola o scamorza
  • 6 uova
  • 1 scalogno
  • 1 bustina di lievito per torte salate
  • 110 g di burro
  • prosciutto crudo San Daniele (facoltativo)
  • sale, pepe

Mondate le bietole e il cavolo nero e sciacquate sotto acqua corrente. In un tegame fate imbiondire uno scalogno con 20 grammi di burro e aggiungete le bietole con il cavolo nero, salate, pepate e fate cuocere per una decina di minuti, fino a quando non saranno appassite. Sbattete le uova con il restante burro (fuso),la farina, il lievito, la provola tagliata a cubetti e 90 grammi di grana grattugiato. Aggiungete le bietole e il cavolo nero tritati grossolanamente. Foderate uno stampo da plum cake con la carta da forno, versate l’impasto spolverizzate con il rimanente grana, coprite con la carta argentata e cuocete in forno statico a 200° per 45 minuti. Scoprite lo stampo e lasciate cuocere per 5/10 minuti in modalità grill.
Sfornate, lasciate intiepidire e gustatelo da solo o con una fetta di prosciutto crudo San Daniele.

Mentre cucinate, ricordiamoci: U2 – One

IMG_9665OK

IMG_9223


Ciao Settembre. Stamattina sei arrivato con un cielo azzurro
, limpido, il sole ancora caldo e l’aria frizzante. Ciao Settembre, sei un mese semplice, pieno di speranze, nuovi inizi, buoni propositi. Tanti buoni propositi. Per primo: fermati per strada a guardare in alto (le finestre, i balconi, i nuovi cieli). Secondo: coltiva il tempo, tienilo stretto, cullalo. Ogni tanto lascialo andare e respira forte. Terzo: breathe it all in, love it all out.
Stamattina ti ho salutato con una brioche alla crema chantilly e un macchiato. Settembre, sei duro a sentirti (con tutte quelle consonanti), ma dolce da assaggiare: dolci le zucche che sanno di castagne e chissà che buoni i tortelli della nonna, dolci i funghi che oddio li metterei ovunque, dolci i fichi che per la prima volta ho assaggiato cinque giorni fa.

 

IMG_9231

IMG_9235

I fichi, che scoperta. Inutile che mi diciate che li avevo già mangiati, il sapore proprio non lo ricordo. Allora cosa faccio? Chiedo alla nonna di rubare i fichi dell’albero vicino a casa (c’è frutto più dolce del frutto rubato?). Ok, non è stato amore a primo assaggio, neanche al secondo. Al terzo però li avevo già accoppiati, colpevole la mia passione per il San Daniele poco stagionato. Inutile, i fichi e il prosciutto crudo si amano davvero. Non ce l’ho fatta, e li ho uniti a un tomino morbido e poche gocce di aceto balsamico. Tutto in un panino al latte, che quello sì che ha il sapore di autunno e inizi nuovi (l’intervallo a scuola e le gite in montagna). Questo è amore, ho pensato, e irresistibile scioglievolezza.

Ciao Settembre: mi addolcisci il cuore, sii buono con me.


Vi serviranno:

Per i panini al latte homemade (circa 10/12 panini):

  • 550 g di farina 0
  • 260 ml di latte
  • 1 cucchiaino di miele
  • 10 g di sale
  • 30 ml di acqua
  • 40 ml di olio evo
  • 7 g di lievito di birra secco

Mescolate in una ciotola la farina e il lievito secco. Sciogliete a parte il cucchiaino di miele nel latte tiepido (non caldo, altrimenti “ucciderà” il lievito) e unite alla farina e al lievito nella ciotola. Aggiungete l’uovo e l’olio e impastate. Lasciate riposare l’impasto mentre sciogliete il sale nell’acqua tiepida. Una volta sciolto completamente, unite l’acqua all’impasto e lavoratelo fino a che il composto non risulterà elastico e liscio. Se necessario, aggiungete poca farina alla volta. Coprite l’impasto con due panni umidi e lasciate riposare in un luogo caldo e umido (la temperatura ideale è sopra 25°, potete lasciarlo nel forno con la luce accesa) per circa due ore, o fino a che non sarà raddoppiato di volume. Trascorso il tempo necessario dividete delicatamente l’impasto in pagnotte (scegliete voi la grandezza che preferite!) e sistematele su una teglia coperta di carta da forno. Lasciate riposare per un’altra ora sempre coperto con un panno. Spennellate le pagnotte con del latte e infornate a 180° per circa 20 minuti, o fino a che non saranno dorate in superficie.


Per la farcitura (1 panino)
:

  • un cucchiaio di zucchero di canna
  • una noce di burro
  • un fico nero
  • un tomino
  • 2 fette di prosciutto crudo (io ho scelto il prosciutto crudo San Daniele)
  • glassa di aceto balsamico

Pelate i fichi, tagliateli in tre pezzi e caramellateli in padella con tre cucchiai d’acqua, una noce di burro e un cucchiaio di zucchero di canna. Copriteli per 3 minuti e continuate a mescolare finché non avranno creato uno sciroppo. Riscaldate una piastra e quando sarà ben calda, cuocetevi il tomino rigirandolo ogni minuto e mezzo, facendo attenzione che non si rompa. Tagliate a metà un panino al latte, adagiatevi il tomino, due fette di prosciutto crudo, i fichi caramellati e aggiungete 3 gocce di glassa di aceto balsamico.

Mentre cucinate: Bobby Darin – Mack the Knife

 

IMG_9232