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Homemade

Questa sì che è stata un’estate strana. La prima estate senza esami, senza affanni, senza particolari scadenze o impegni. Un’estate senza: senza percorsi definiti, senza progetti coinvolgenti, senza grandi emozioni.

[alcune emozioni ci sono state: un concerto che mai dimenticherò, un incontro nella Capitale con l’amica del cuore, un matrimonio speciale, giorni magici nelle mie montagne (a proposito, chi resiste un altro mese senza una capatina al rifugio?)]

Un’estate lunga e allo stesso tempo volata sotto gli occhi, in cui ho raggiunto nuove consapevolezze su di me, su chi mi circonda, come se avessi delineato i contorni della mia immagine riflessa in una finestra.


1- compararsi agli altri e giudicare noi stessi in base al percorso di chi ci circonda è un enorme, irrecuperabile spreco di energie. e finalmente l’ho capito. e meglio tardi che mai. quindi, smettiamola di costruire castelli di giudizi e rimproveri su noi stessi solo perché non siamo come gli altri, perchè non facciamo le stesse scelte di vita, perchè sbagliamo di più o di meno, perchè abbiamo gusti diversi, priorità diverse, aspettative e sogni diversi. perchè, appunto, siamo diversi. dobbiamo essere felici di noi stessi, del nostro percorso e avere la determinazione necessaria a cambiarlo, se non ci soddisfa. embrace yourself – embrace your change.

2- dire sì. rispondere sì. sì a quel viaggio, a quella cena, a quella sfida, a quell’opportunità, a quel tatuaggio (?). ça va sans dire, spero di poter dire sì a una supplenza molto presto. inoltre, smettere di cancellare quello che scrivo: dire sì al flusso di coscienza – dire no ai perfezionismi. dire sì impulsivamente e non riflettere sempre su tutto, immaginando improbabili conseguenze.

3-  finalmente accettare questa vita che va un po’ per i fatti suoi, che decide quali curve prendere, quando fermarsi e quando ripartire. non pianificare, organizzare, immaginare scenari fantastici. dobbiamo solo essere bravi a capire i segnali che ci vengono dati, e mai mai mai buttare via i nostri sogni più belli, ma riporli in una piccola scatola in soffitta, perchè prima o poi arriverà il tempo anche per quelli.


 

Per il gelato:

  • 260 g di yogurt naturale intero
  • 200 g di panna fresca da montare
  • 100 grammi di zucchero
  • vaniglia: potete scegliere quella in bacca, o quella i polvere (in questo caso, io ho utilizzato la vaniglia in polvere bourbon del Baule Volante.

Frullate lo zucchero in un mixer in modo da polverizzarlo completamente. Unite lo yogurt, la panna liquida e la vaniglia e mescolate il tutto con una frusta. Versate il composto in un contenitore ermetico e lasciate congelare in freezer per almeno 5 ore.

Per le pesche:

  • 7/8 pesche tabacchiere
  • 50 grammi di burro
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • vaniglia
  • due cucchiai di miele

Accendete il forno a 200°. Pulite molto accuratamente le pesche, tagliarle a metà per la lunghezza e privarle del nocciolo. Stendete le pesche su una teglia da forno con la parte tagliata rivolta verso l’alto. A questo punto aromatizzate a piacere: su ogni pesca ho messo una noce di burro, una spolverata di zucchero di canna e vaniglia, e un filo di miele. Infornate per circa mezz’ora, o finché morbide.

Per il crumble di pistacchi:

  • 100 g di pistacchi tostati non salati

Sgusciate i pistacchi e frullateli grossolanamente nel mixer.

Una volta che il gelato si sarà solidificato, estrarlo dal congelatore, e servirlo con le pesche (preferibilmente tiepide) e il crumble di pistacchi.

 

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8 dicembre e io speravo proprio in qualche fiocco di neve. Non per forza una cascata di fiocchi bianchi, di quelli accecanti che illuminano i prati. Mi sarei accontentata di qualche fiocco morbido che scende piano e timidamente si appoggia sull’erba, sull’abete, sui tetti, sui miei capelli. Invece sono immersa nella nebbia padana, quella che si taglia con il coltello, densa che un po’ si, fa casa, e quando sono a Trento un po’ mi manca, una coperta umida che ti avvolge silenziosa.

Mancano 16 giorni a Natale e sto imparando molte cose. Ad esempio, che persino io, in alcuni momenti, ho pensato che sarebbe stato un natale orribile, stupido, inutile. Ho pensato “io l’albero non lo faccio, non sono felice”. E invece no, proprio no. Lo faccio proprio per quello, per sentirmi bene, per sentirmi meglio.

Catch a falling star and put it in your pocket
never let it fade away
Catch a falling star and put it in your pocket
save it for a rainy day.

E’ questo il natale. Pensare che stia andando tutto male, malissimo e che niente si risolverà mai e che sarà tutto difficile e lungo… e poi, ritrovarsi davanti un grande albero con tante luci, le bacche rosse, l’oro luccicante e tutto questo in qualche modo ti scalda il cuore e per un attimo pensi: ce la faccio, ne uscirò, tutto tornerà come prima, andrà tutto bene.
Per questo dovrebbe essere natale tutto l’anno, per sempre. Il natale è bello, e il bello ci salverà.

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E oggi, biscotti tenerissimi, morbidi da inzuppare nel tè caldo: rustici al primo assaggio, fino a quando incontrerete la mela dolce. Perfetti.

Vi serviranno:

  • 100 g di farina 1
  • 100 gr di farina di farro
  • 15 noci
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 3 cucchiai di miele
  • 50 g di burro
  • 3 cucchiai di latte
  • 1 mela e mezza
  • mezza bustina di lievito

Mescolate la farina di farro con la farina 1. Tritate in un mixer lo zucchero di canna con le noci, trasferite il tutto nel mix di farine insieme al lievito. Mescolate in modo che il composto diventi omogeneo. Sciogliete a bagnomaria il burro e incorporatelo alle farine insieme a 3 cucchiai di miele (anche 4 se vi piacciono più dolci!). Amalgamate bene l’impasto, aggiungete le mele tagliate a dadini molto piccoli e tre cucchiai di latte. Formate i biscotti (con gli stampini, oppure a mano facendo delle palline e schiacciandoli, oppure dei rettangoli con il coltello: sbizzarritevi!), infornate su carta da forno e cuocete a 170° per 25 minuti. Dovranno scurirsi ma rimanere morbidi! Fate una scorpacciata con un buon tè nero. ♡

Mentre cucinate: Dean Martin – Let it snow

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Quindi, ci siamo. Oggi è il primo giorno di Dicembre e ne sento già la dolcezza. Dicembre, che ha il suono della neve che cade piano a terra e copre tutto. Ecco, inizia il countdown, -25 e ci siamo. 25 giorni di campanellini che preannunciano una grande tavolata rotonda e tante risate.
Love is what’s in the room with you at Christmas if you stop opening presents and listen.
Che poi non è proprio questa la parte più bella? Questa attesa che senti nell’aria, che anticipa il fermento, proprio quella in cui sembra che tutti trattengano il respiro, o meglio che lo perdano, dalla meraviglia, facendo “oooh”. Eh, io lo so cosa è che ci frega. Sono le luci, i fiocchi, i nastri, il vetro splendente, le corone di bacche, i maglioni caldi, la voglia di riempirsi di bello, ora e subito. Ed è questo che nelle giornate buie, quando ti sembra di perderti e di essere esposta (a chi? a cosa?) ti fa dire “no, non ci sto” (si, proprio così, un po’ sussurrato e un po’ no), e ricominciare da capo perché basta alzare gli occhi da terra, a dicembre, che è tutta una magia. Magia. Proprio quella che ti fa sperare sempre in qualcosa di buono e di dolce.

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Si inizia, oggi, con una bacchetta magica che fa biscotti, una volta a settimana fino a Natale. È questo Merry Sweety Christmas, un pensiero dolce a settimana per scaldare pomeriggi freddi di dicembre, mentre si impacchettano regali, si prepara l’albero insieme, in mano una tazza di tè fumante e per la casa il profumo di biscotti. Con i miei biscotti, questa domenica, ho scelto una miscela che mi ha stregata: Melissa è proprio dietro la Mole, un’erboristeria magica in cui ho sguinzagliato la zia (la mia pusher personale) che è tornata con il tè perfetto, il èé di Natale. Che è proprio il natale in un sacchettino di plastica amorevolmente legato con un nastrino bianco ed etichettato a mano. Ecco io non vi dico altro, perché tutto quello che dovete fare è impastare burro, farina, uova e zucchero e sbizzarrirvi proprio come ho fatto io. Questa settimana, biscotti profumatissimi all’arancia, stuzzicati dallo zenzero, croccanti con farina di riso. Happy Merry Sweety Christmas.

Vi serviranno:

  • 200 g di farina 0
  • 100 g di farina di riso
  • 130 g di zucchero di canna
  • 150 g di burro
  • 1 uovo
  • scorza di 1 arancia bio
  • 1 cucchiaino e mezzo di zenzero
  • mezza bustina di lievito

Mescolate la farina di grano con la farina di riso, aggiungete lo zucchero e il burro a temperatura ambiente. “Sbriciolate” il burro con le farine e lo zucchero fino a quando non diventerà sabbioso. Aggiungete la scorza dell’arancia, lo zenzero e la mezza bustina di lievito. Lasciate riposare in frigorifero per mezz’ora. Stendete la pasta, fate i biscotti con le formine che preferite ( purché natalizie) e infornate a 180 gradi per 10 minuti circa. Spolverate con zucchero a velo e gustate con te caldo.

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FotorCreated

 

Eccoci entrati a piè pari nel mese di Ottobre: cielo grigio, nuvole basse, le foglie sugli alberi cambiano colore e diamo il benvenuto al cambio di stagione della frutta e della verdura. Cerchiamo di adattarci alle nuove temperature scongiurando raffreddori, mal di gola, influenza. Ecco, influenza: presa, in pieno. Quindi quando ci svegliamo al mattino con i 10 gradi autunnali, scivoliamo fuori dalle nostre calde coperte e ci addentriamo nel freddo della casa silenziosa, non vorremmo avere qualcosa di confortante, goloso, dolce, croccante, ma soprattutto pronto da gustarci per colazione? Questi cereali al cioccolato homemade vi chiamano direttamente dalla dispensa quando ancora avete un occhio aperto e uno chiuso. Viziatevi sia a colazione con del latte, sia per merenda, rubandoli direttamente dal barattolo.

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E perché non applicare la stessa filosofia agli spuntini di metà mattina tra una lezione e un’altra in facoltà, alle merende per la ricreazione dei bimbi, a uno strappo alla regola alle 5 del pomeriggio? Per questo ci sono le barrette ai fiocchi d’avena e mirtilli homemade: la dolcezza in formato tascabile quando ne avete più bisogno.

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Per non parlare delle barrette ai cereali, riso soffiato e semi di lino che vi aspettano nel contenitore in latta che tenete nella credenza, a queste dovete proprio cedere (senza sensi di colpa!)

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Insomma, che siano cereali o barrette, che sia mattina, pranzo o pomeriggio, che importa? L’importante è che siano sani, buoni e fatti da voi!

Che sia un bellissimo Ottobre pieno di dolcezza!

Cereali al cioccolato homemade

  • 180 g di cereali integrali
  • 80 g di nocciole
  • 100 g di cioccolato fondente
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • 3 cucchiai di miele
  • 50 g di burro

Tritate i cereali con le nocciole grossolanamente. Fate sciogliere in un pentolino il burro con il miele e lo zucchero. Unite il tutto alle nocciole e ai cereali. Tritate il cioccolato a pezzetti e unitelo al composto mescolando. Versate il composto in una teglia ricoperta di carta da forno e fate riposare in frigorifero per un pomeriggio. Trasferite il composto in un barattolo di vetro o di latta e conservate in frigorifero per 4/5 giorni.

 

Barrette con fiocchi d’avena, mirtilli e cannella

  • 150 g di burro
  • 4 cucchiai di zucchero di canna
  • 4 cucchiai di miele
  • 1 cucchiaino di cannella
  • un pugno di mirtilli freschi
  • 250 g di fiocchi d’avena

Fate fondere in un pentolino il burro con il miele, lo zucchero e la cannella. Una volta sciolto completamente togliete dal fuoco, aggiungete ai fiocchi d’avena e mescolate bene. Tagliate i mirtilli a metà se sono grandi e uniteli al composto mescolando delicatamente. Versate il tutto in una teglia foderata di carta forno e livellate. Cuocete a 180° per mezz’ora. Una volta tolto dal forno, lasciate raffreddare completamente e mettete in frigorifero per un’oretta. Tagliate a barrette e conservate in frigorifero per 3/4 giorni.

Barrette ai cereali, riso soffiato e semi di lino

  • 100 g di cereali
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • 4 cucchiai di miele
  • 20 grammi di riso soffiato
  • un cucchiaio di semi di lino

Cuocete a fuoco lento il miele con lo zucchero. Unite i cereali tritati grossolanamente al riso soffiato e ai semi di lino. Togliete dal fuoco il miele una volta che lo zucchero sarà sciolto e versatelo sul mix di cereali. Mescolate bene e livellatelo su una teglia ricoperta da carta da forno. Cuocete in forno per 15 minuti a 180°. Lasciate raffreddare, trasferite in frigorifero per circa 2 ore, tagliate le barrette, conservate in frigorifero per 4/5 giorni.

Mentre cucinate: Gladys Knight & The Pips – Midnight Train to Georgia

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La storia di questi peperoncini è una storia di pazienza: tanta, tanta pazienza.
Il primo ad innamorarsene – di quelli già pronti, s’intende – è stato il papà, che li avrebbe messi su qualsiasi cosa. Ma qualsiasi cosa davvero: nella pasta, sulla pizza, nei panini… Insomma, un innamorato perso. Poi pian piano, anche noi non ne abbiamo fatto più a meno, complice la piccantezza stuzzicante del peperoncino e la sapidità del tonno unito alle acciughe e ai capperi. Il richiamo e la tentazione di provare a farli è stato irresistibile: sarebbe stato come intrappolare l’intera estate in un barattolo.

 

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Quindi, in un fresco pomeriggio di agosto mi sono rimboccata le maniche e ho iniziato a svuotare peperoncini come se non ci fosse un domani. Vi giuro mi sembravano infiniti: in realtà, non erano nemmeno cinquanta. Dopo averli puliti, svuotati uno a uno, sbollentati, lasciati raffreddare e asciugare, li ho farciti, inseriti nei piccoli Bormioli e ricoperti d’olio. Ragazzi, che soddisfazione. Guardavo i miei peperoncini come una madre guarda il suo primo figlio dopo il parto (non sto scherzando). L’orgoglio di guardare quei piccoli frutti rossi ripieni uno a uno di un’esplosione di Mediterraneo (il tonno, le acciughe, i capperi, magari qualche oliva…) è stata assolutamente impagabile e in un secondo mi ero già scordata il dolore alle mani dovuto alla pulizia dei peperoncini.
Il giorni dopo ne avevo già presi altri cento. Ho accumulato una serie di vasetti che hanno portato gioia non solo a me, ma soprattutto al papà per buona parte dell’autunno.

 

Vi serviranno:

  • 50 peperoncini tondi
  • 300 g di tonno
  • 70 g di acciughe
  • un cucchiaio di capperi
  • 1 l di aceto bianco
  • 1 l di vino bianco
  • olio evo

Per preparare questi peperoncini ripieni vi serviranno innanzitutto un paio di guanti in lattice, indispensabili per non irritare la pelle durante la pulizia.
Sciacquare i peperoncini sotto l’acqua, tagliare l’estremità del peperoncino e svuotarlo interamente di tutti i semi: dovrete essere abbastanza precisi, i semi del peperoncino sono la parte più piccante, quindi più semi rimarranno, più piccante sarà il risultato finale. Una volta svuotati ripassateli sotto l’acqua corrente per togliere eventuali semi rimasti. Portate a bollore in una pentola un litro di aceto bianco e un litro di vino bianco e sbollentate i peperoncini per 3 minuti. Scolateli e riponeteli a testa in giù su un canovaccio pulito e lasciateli asciugare per mezza giornata. Nel frattempo, mettete in un mixer il tonno, le acciughe, i capperi e un filo d’olio evo. Una volta asciugati, farcite i peperoncini con il ripieno di tonno e acciughe: potete usare un cucchiaino, io per comodità ho usato una sac à poche. Riponete i peperoncini ripieni in vasetti (lavati e asciugati) e ricoprite d’olio evo in modo che tutti i peperoncini siano coperti interamente. Riponete in luogo fresco e buio.

Mentre cucinate: The Supremes – Baby Love

 

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