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Sofia Chilesi

Curiosa dal 1992. Sofia,Toro,Terra.
cuore italiano. pastasciutta. pizza alta con tanto pomodoro. vino rosso.
la mia nonna che sbatte il mattarello sull’asse per tirare la sfoglia. la macchina del caffè. il tosaerba. gli scarponi sul sentiero.
i petali morbidi delle margherite. impastare.
il profumo del basilico fresco. le rose. i calicantus a gennaio. le lenzuola pulite. la casa della nonna. maggio.
le poesie che parlano di te. parigi. le peonie in vaso. l’alternarsi delle stagioni. i fiori di pesco. la neve che scende.

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2016, e Buon Anno. Ed è incredibile quanto questo 2016 si faccia già sentire. Lunedì mattina 11 gennaio, metti la sveglia presto perché devi ripassare e ripetere (e stai invecchiando mentalmente, prima delle nove non riesco più a svegliarmi), spegni la sveglia, ti alzi, e boom, David Bowie se ne è andato, esattamente come era arrivato, con un lampo. Sembra stupido, ma sono quelle notizie che ti cambiano un po’ la giornata, e ti chiedi ‘ma davvero lui? ma proprio lui?’. E poi niente, riprendi la giornata esattamente come doveva essere, un cappuccino e via.
Io i buoni propositi non li volevo proprio fare, non quest’anno, non mi andava un granché di sentirmi male rileggendoli il prossimo dicembre ritrovandoli falliti miseramente e ancora lì intatti. Poi una mattina ho riaperto una vecchia agenda e dall’ultima pagina è uscito il bigliettino dei buoni propositi 2014 e lì, al terzo posto, spuntava l’embrione del Properly, con un logo scarabocchiato e un punto esclamativo di fianco. Non ci potevo credere, nemmeno lo ricordavo! Quindi prima o poi, questi buoni propositi si realizzano, rimangono nel sottosuolo come fiumi carsici e improvvisamente riappaiono, quando meno te lo aspetti.
Quindi sì, questa lista dei buoni propositi la faccio, perché non si sa mai che poi qualcuno riappaia, e si realizzi.

Nel 2016 vorrei trovare quella Pazienza che non si arrende alla rassegnazione, ma che si concentra sulla meta senza distrarsi e sopporta deviazioni (la tesi e quegli esami sempre uguali che mi stanno corrodendo l’anima) e rallentamenti (la testa in quanti parti può suddividersi prima di disperdersi?) conservando quella miccia pronta ad accendersi appena arriverà il momento. E arriverà.

Nel 2016 vorrei capire quale dei mille mondi che ho in testa vorrei abitare, perché sono tutti troppo diversi tra di loro e uno come fa a scegliere quando un giorno ne vuoi uno, e il giorno dopo ne vuoi un altro? Guardate che è un bel dramma. Quindi, caro 2016: illuminami.

Nel 2016 vorrei imparare a vivere leggera, con quell’arte calviniana di planare dall’alto, senza macigni sul cuore, che la vita è troppo breve per lasciare che questi pesi ci offuschino la vista.

Nel 2016 vorrei iniziare per la prima volta a pensare anche a me, senza vederlo come una perdita di tempo: maschere di Sephora contorno occhi per vederci meglio, un’ora di camminata sul lungadige un giorno sì e l’altro pure no (non esageriamo, ma chiudiamo fuori le scuse -ho freddo, ho dimenticato le scarpe, devo studiare, ops ho le cuffie scariche), e appena arriva la primavera un bel taglio netto ai capelli. Ah, e per le giornate no sto rincorrendo Joues Contraste: aspettami.

Chère 2016: rimettiti in sesto, per favore, che con questa storia di David Bowie non mi stai piacendo per niente, e poi che Gennaio è senza neve? Io la voglio come la vedo nella mia fotografia sulla scrivania nel ’95, bianca e candida, come se nulla fosse cambiato.
Invece no, tutto è cambiato perché tutto evolve e si modifica, dobbiamo solo prendere un profondo respiro e pensare che alla fine, tutto andrà bene e si aggiusterà.

I’m stepping through the door
And I’m floating
in a most peculiar way
And the stars look very different today

 

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Vi serviranno:

  • due carciofi romani
  • una pera
  • una fetta di pecorino toscano
  • un limone
  • olio evo, sale, pepe

Pulite i carciofi: togliete tutte le foglie esterne più dure, tagliate le punte e parte del gambo, tagliate a metà il carciofo e togliete la barba interna. Pulite il gambo dai filamenti più duri. Mettete i carciofi in una ciotola con acqua e mezzo limone spremuto. Intanto, tagliate a listarelle il pecorino e a pezzetti piccoli la pera. Preparate un’emulsione di olio, limone e sale frullando il tutto in una tazza. Togliete i carciofi dall’acqua e limone, scolateli e tagliateli a listarelle sottili per il senso della lunghezza. Uniteli al pecorino e alla pera e conditeli con l’emulsione di olio e limone e una macinata di pepe fresco.

Mentre cucinate, buon viaggio David: David Bowie – Space Oddity

 

 

 

 

 

 

 

 

Inspirational Monday day 4: -4 a natale e un insieme di emozioni contrastanti. Stasera è Florence a Milano e già questo è buono; poi pacchettini, biglietti, nastri, corri che è tardi, dove sono i bicchieri, i tortelli sono pronti, passami il salmone, apriamo i regali! Grande e difficile settimana, ma wherever you are, be all there. ♡

 

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Lunedì e meno 10 alla vigilia di natale. Profumo di biscotti e rumore di pentole sul fuoco. Avete già pensato ai regali? Qui qualche idea per il packaging, per qualche regalo gastronomico, per decorare il vostro albero. Stay christmasy ♡

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8 dicembre e io speravo proprio in qualche fiocco di neve. Non per forza una cascata di fiocchi bianchi, di quelli accecanti che illuminano i prati. Mi sarei accontentata di qualche fiocco morbido che scende piano e timidamente si appoggia sull’erba, sull’abete, sui tetti, sui miei capelli. Invece sono immersa nella nebbia padana, quella che si taglia con il coltello, densa che un po’ si, fa casa, e quando sono a Trento un po’ mi manca, una coperta umida che ti avvolge silenziosa.

Mancano 16 giorni a Natale e sto imparando molte cose. Ad esempio, che persino io, in alcuni momenti, ho pensato che sarebbe stato un natale orribile, stupido, inutile. Ho pensato “io l’albero non lo faccio, non sono felice”. E invece no, proprio no. Lo faccio proprio per quello, per sentirmi bene, per sentirmi meglio.

Catch a falling star and put it in your pocket
never let it fade away
Catch a falling star and put it in your pocket
save it for a rainy day.

E’ questo il natale. Pensare che stia andando tutto male, malissimo e che niente si risolverà mai e che sarà tutto difficile e lungo… e poi, ritrovarsi davanti un grande albero con tante luci, le bacche rosse, l’oro luccicante e tutto questo in qualche modo ti scalda il cuore e per un attimo pensi: ce la faccio, ne uscirò, tutto tornerà come prima, andrà tutto bene.
Per questo dovrebbe essere natale tutto l’anno, per sempre. Il natale è bello, e il bello ci salverà.

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E oggi, biscotti tenerissimi, morbidi da inzuppare nel tè caldo: rustici al primo assaggio, fino a quando incontrerete la mela dolce. Perfetti.

Vi serviranno:

  • 100 g di farina 1
  • 100 gr di farina di farro
  • 15 noci
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 3 cucchiai di miele
  • 50 g di burro
  • 3 cucchiai di latte
  • 1 mela e mezza
  • mezza bustina di lievito

Mescolate la farina di farro con la farina 1. Tritate in un mixer lo zucchero di canna con le noci, trasferite il tutto nel mix di farine insieme al lievito. Mescolate in modo che il composto diventi omogeneo. Sciogliete a bagnomaria il burro e incorporatelo alle farine insieme a 3 cucchiai di miele (anche 4 se vi piacciono più dolci!). Amalgamate bene l’impasto, aggiungete le mele tagliate a dadini molto piccoli e tre cucchiai di latte. Formate i biscotti (con gli stampini, oppure a mano facendo delle palline e schiacciandoli, oppure dei rettangoli con il coltello: sbizzarritevi!), infornate su carta da forno e cuocete a 170° per 25 minuti. Dovranno scurirsi ma rimanere morbidi! Fate una scorpacciata con un buon tè nero. ♡

Mentre cucinate: Dean Martin – Let it snow