Mini pavlove con coulis di cachi, cioccolato fondente e lime. Cosa voglio fare da grande e le luci di Natale.

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Ieri sera ero a letto, al caldo, nella stanza buia e nel silenzio mi sono chiesta: cosa voglio fare veramente da grande? Eccola lì, sospesa, fluttuante tra il letto e il soffitto. Cosa voglio fare veramente da grande. E alla faccia di quelli che dicono che i vent’anni sono gli anni migliori. No. Non lo sono (più). Sono ansia, pressione, sogni che cercano di volare e si scontrano con la realtà. Io, con la mia laurea in lingue, cosa me ne faccio dei miei Shakespeare e dei miei Mallarmé? E se non mi piacessero solo la letteratura e la traduzione? E se mi piacessero mille altre cose tutte diverse? E se non volessi uscire dal mondo di oggetti volanti che mi sono costruita?

Perché in fondo è proprio questo il problema, no? Il dramma dell’uomo dall’inizio dei tempi, l’uovo da cui nasce il concetto stesso di arte: come far coincidere il proprio mondo interiore e il mondo esteriore. E come gestire la sofferenza che nasce da questo scarto. E’ lo slancio di Ulisse nell’assecondare la propria hybris che lo allontana dai doveri imposti da Itaca, sono le infinite lotte viscerali tra sé e sé a fare esplodere l’arte più bella: la letteratura, la pittura, la musica. Tutto nasce dal tentativo incessante di far coincidere, almeno in un punto piccolo piccolo, quel grande mondo interiore che ci ritroviamo e arricchiamo e custodiamo con il muro duro della realtà, che ci sfama e ci disseta ma che in realtà ci soffoca.

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Quindi la mia soluzione è: perché non rendere il mio mondo un mondo reale? Fatto di oggetti, persone, idee, concetti, atmosfere e pensieri che circolano dentro e che non trovano espressione, e dargli finalmente uno spazio concreto. Lavorare sì, ma con il bello, rendere belli i momenti degli altri, le case degli altri, le vite degli altri con la mia personale filosofia di vita, con il mio mondo interiore che interiore non è più, ma reale e gioioso e luccicante? Dopotutto cosa salva la vita delle persone se non il riconoscere la meraviglia che c’è nell’universo? Percepire il passaggio delle stagioni; faticare tanto e soffrire e vedere lontano l’obiettivo ma poi raggiungerlo e che soddisfazione; fermarsi durante il giorno e pensare a cosa ci piace e tenerlo a mente; camminare guardandosi attorno e fotografare il bello che ci circonda per tenerlo con sé sempre; leggere; aiutare gli altri, donarsi agli altri; assaporare un piatto semplice e che viene dal cuore di chi ce l’ha preparato; ritornare alle origini con profumi e sapori; i colori dell’autunno e i profumi della primavera; le cose belle e difficili; le cose dure della vita; le mancanze, gli abbandoni, i lutti e il ricordo di chi non ci lascia mai (perché chi ha amato tanto in vita non viene mai dimenticato). Tutto questo rende la vita vita vera, e per questo bella, piena, completa.

Quindi: quello che voglio fare è vivere sempre con le luci di natale dentro, che io le sento tutto l’anno rincorrere dicembre, a volte si bruciano le lampadine, è vero, ma è semplice sostituirle, ci vuole solo un po’ di tempo e tutto è sistemato. Basta puntare alla stella di natale, quella luminosa grande e brillante.
E soprattutto: non facciamoci mai spegnere le lucine da nessuno e cerchiamo, piuttosto, di aiutare chi non ne ha a trovare le proprie, nascoste spesso dietro ad anni di polvere e ruggine.
Ecco cosa voglio fare veramente da grande: accendere le lucine di natale nelle vite degli altri (anche a giugno).

Vi serviranno:

  • 100 g di albumi d’uovo
  • 100 g di zucchero semolato
  • 100 g di zucchero a velo
  • un caco
  • cioccolato fondente
  • lime

Il caco è uno dei frutti autunnali per eccellenza. Morbido, pieno, setoso: un’esplosione di dolcezza.
Pesate gli albumi facendo attenzione a non contaminarli con i tuorli. Versateli quindi in una ciotola ben pulita e aggiungetevi metà dello zucchero semolato e metà dello zucchero a velo. Iniziate a montare, fino a che non saranno molto spumosi, densi e gonfi. A questo punto setacciate le parti restanti di zucchero semolato e di zucchero a velo e incorporateli delicatamente agli albumi montati utilizzando una spatola di silicone, eseguendo un movimento circolare dal basso verso l’alto. Trasferite gli albumi in una sac à poche e formate delle meringhe su un foglio di carta da forno, appoggiato sulla leccarda. Una volta composte le meringhe, appiattite i ciuffi che si sono formati e infornate in forno preriscaldato statico a 105° per 75 minuti. Nel frattempo, tagliate un caco, prelevate la polpa e frullatela con mezzo cucchiaino di zucchero a velo.
Una volta sfornate le meringhe, adagiate un cucchiaio di coulis di cachi su ciascuna e completate con il cioccolato fondente a scaglie piccole e un un pizzico di lime grattugiato.

Mentre cucinate: Michael Bublé – It’s beginning to look a lot like Christmas

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2 Comments

  • Mum
    2 anni ago

    Sono buonebuone quanto belle! una garanzia!

  • Jessica
    2 anni ago

    Sono perfette per incominciare a pensare al Natale che si avvicina!
    Grazie Sofia❤️

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