Polpette di zucca e taleggio: il mio cuore è a forma di zucca

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Non smetterò mai di ripeterlo: io la zucca la mangerei sempre, tutti i giorni, colazione, pranzo e cena. Da mantovana, oserei dire che mi scorre nelle vene. Cresciuta a pane e tortelli (e un bel po’ di altre cose, eheh), all’arrivo dell’autunno mi sento come una bambina al parco giochi, metterei la zucca davvero ovunque, nelle torte, nel pane, con la pasta, nei dolci (aspettatevi la pumpkin pie). E quelle buone, dense, che sanno di castagne? Lo so, forse non mi capite. La zucca non è per tutti. I contrasti che crea nei piatti rendono molto difficile apprezzarla, per la sua dolcezza irresistibile.

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La sua dolcezza. E’ una dolcezza che ci contagia e per questo per me la zucca è tortelli, è Vigilia di Natale, è famiglia. Stare insieme sempre, perchè siamo tutti legati da questo filo invisibile che qualche volta vorresti spezzare, rifiutare, negare, coprire, nascondere, fino a quando capisci che è quello il filo che ti tiene in piedi, le estremità appiccicate al cuore e al cielo. Quindi, rieccoci. Dopo il lancio verso la luna, dopo esserci nascosti, torniamo indietro e ci appare tutto più chiaro, semplice.

Dunque: polpette di zucca e taleggio, semplici semplici, da fare in 20 minuti e da divorare in 30 secondi.

Vi serviranno:

  • mezza zucca mantovana
  • una fetta di taleggio
  • pan grattato
  • 2 amaretti
  • rosmarino
  • parmigiano reggiano
  • olio evo
  • sale e pepe

Tagliate la zucca, pulitela, sistematela a fettine sottili su una placca da forno con rosmarino e olio, salate e cuocete per 30 minuti a 180°, o fino a quando non sarà morbida. In una ciotola, schiacciate la polpa della zucca e unitevi gli amaretti tritati, 3 cucchiai di parmigiano e il pan grattato, fino a quando non raggiungerà una consistenza compatta e abbastanza densa. Dividete l’impasto in piccole poplette, create un buco nel centro e inseritevi un cubetto di taleggio. Riarrotolate la pallina in modo che il taleggio rimanga coperto nel centro delle polpette. Friggete le polpette in una padella con due dita d’olio, rigirandole fino a che saranno dorate. Scolate e adagiatele su un foglio di carta assorbente. Servite calde e filanti.

Mentre cucinate: Paolo Nutini – I’d Rather go Blind

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