Clafoutis (o flaugnarde) di prugne e vaniglia: indietro nel tempo.

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Immaginatevi per un attimo fuori dal vostro spazio e tempo abituali, via dalla città, via dall’ufficio, via dalle lezioni e dallo studio compulsivo. Via dall’Italia.
Immaginatevi per un attimo nel Limousin, fertile regione della Francia centrale, cuore pulsante di un’antica Europa, culla della poesia occitana.
Tutto attorno a voi il bocage tipico della Francia nord-occidentale, la campagna frammentata da piccoli boschi, siepi, paludi e terreni coltivati recintati dai contadini: una coperta dalle mille sfumature di verde. Attraverso l’aria tiepida si intravedono le prime luci dell’alba. Dimenticatevi il traffico, il chiacchiericcio delle persone in fila con voi al bar. Avete davanti a voi un giorno senza tempo, ogni minuto contiene mille e più secondi, ogni ora si distende, come addormentata. Di palazzi non ce ne sono; esistono solo questa piccola casa di pietra e questa donnina anziana, con i segni del sole sul viso e il riflesso della sua campagna negli occhi. Osservatela aprire le finestre, guardare fuori, respirare forte, andare in cucina e salutare i figli. Osservatela prendere il latte fresco, un po’ di zucchero, le uova raccolte nel pollaio e un cestello di ciliegie. Memorizzate i suoi gesti sapienti mentre mescola gli ingredienti. Sono movimenti che conosce par coeur, a memoria, perché nascono dal cuore, e si fissano indelebili, come dei piccoli tatuaggi.

[Ah, questi francesi.]

Guardate come versa l’impasto sulle ciliegie, già riposte in una piccola casseruola di terracotta, pronto a cuocere lentamente nella stufa. Mentre aspettiamo, beviamo un bicchiere di latte con lei, e insieme, salutiamo i figli, pronti a una giornata di lavoro nelle campagne, con la loro fetta di clafoutis amorevolmente avvolta in panno pulito.

Sarà una bellissima giornata.

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Il clafoutis nasce dalle mani di queste nonne, madri, figlie, le clafouteuses, che preparavano con i pochi ingredienti delle proprie fattorie il pranzo per i famigliari che si recavano nelle campagne a lavorare. Il nome deriva dall’occitano ‘clafir’, che significa appunto riempire (tradizionalmente di ciliegie, nere, della varietà bigarreau). Ed è proprio per questo motivo che non è un clafoutis se non è ripieno di ciliegie: nelle sue varianti, come in questo caso con le prugne, prende il nome di flaugnarde. La flaugnarde può essere anche di albicocche, pesche o mele.

È un dolce che rappresenta perfettamente l’anima francese, semplice senza mai perdere l’eleganza. Oltremanica direbbero: effortlessly chic.


Vi serviranno:

  • Una decina di prugne nere
  • 3 uova
  • 50 g di zucchero di canna220 g di latte
  • 60 g di farina
  • 20 g di burro
  • un baccello di vaniglia
  • zucchero a velo

Rompete le uova in una ciotola, aggiungendovi lo zucchero di canna, e la vaniglia presa dal baccello. Dopo aver mescolato per circa cinque minuti, unitevi il latte e la farina, continuando a mescolare. Aggiungete per ultimo il burro sciolto a bagnomaria. Non spaventatevi se il composto sarà liquido: è esattamente come deve essere. Tagliate e snocciolate le prugne, adagiatele con la parte della polpa rivolta verso l’alto in una tortiera per crostate di 22 cm di diametro imburrata e versatevi sopra delicatamente il composto. Cuocere in forno a 180° per 45 minuti. Una volta intiepidito, spolverate il clafoutis con zucchero a velo.

Mentre cucinate: Ella Fitzgerald& Louis Armstrong – April in Paris

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6 Comments

  • Debborah
    2 anni ago

    Beh, che dire… Oltre ad essere sicuramente una grande cuoca sei anche una poetessa. Tutto fantastico.

  • Annalisa
    2 anni ago

    mmmh che bontà!

    • Sofiachilesi
      2 anni ago

      Anne <3

  • Foro
    2 anni ago

    Beh , sei semplicemente fantastica , aspetto ogni giorno un tuo racconto /ricetta , continua così , non ti fermare!!!

    • Sofiachilesi
      2 anni ago

      Grazie Foro! Spero di non fermarmi mai! Un abbraccio!

  • Mamy
    2 anni ago

    Ero lì, in quella cucina, tra quei colori, annusavo l’aria di quella campagna, via da questa pazza folla, e ho imparato cose nuove…. Quanto sei brava…

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