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agosto 2015

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Quando ho fatto per la prima volta questa crema di carote era fine Gennaio e non avevo idea di cosa fare per pranzo. Ricordo un freddo secco e tagliente, quei freddi invernali di Trento tipici della mia montagna, quelli veri, che senti sulla pelle. Quell’inverno trentino che ti spoglia dentro e fuori, le montagne nude tutt’attorno e l’Adige che scorre gelido e indifferente. Tutto trattiene il respiro in attesa di quella meravigliosa primavera che esplode rigogliosa e verde sulle montagne.

Ecco, in quella mattina annoiata la voglia di uscire era pressoché nulla, e l’unica cosa di cui avevo veramente bisogno era scaldarmi e rincuorarmi (soprattutto dopo una mattinata di studio). In casa avevo delle carote, qualche patata, dello speck (ovviamente) e il Casolèt, un fantastico formaggio trentino della Val di Sole: tenero, dolce e con un tono piccante (amo, AMO il Casolèt). Aggiungetevi delle listarelle di speck del maso di montagna e adagiatele sopra una crema di carote così dolce e densa che… insomma, tre cucchiaiate e l’avevo finita.

 

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E così, in un tiepido pomeriggio di fine agosto, mi è tornata la voglia di cucinarla. Il che cadeva a fagiolo: ad agosto le carote sono dolcissime e inizia il raccolto delle patate. In più, era una giornata grigia, che aveva finalmente portato una ventata di aria fresca autunnale: cosa può esserci di meglio di una crema alle carote con speck e Casolèt?

 

Vi serviranno: (x2)

  • 250 g di carote
  • 2 patate grandi
  • mezzo scalogno
  • 2 fette di speck alte 1 cm
  • 0,75 l di brodo vegetale
  • un rametto di rosmarino
  • olio evo
  • due fette di Casolèt
  • pepe

Tritate finemente lo scalogno e fatelo imbiondire in una casseruola con olio evo a fuoco dolce. Tagliate a pezzi grandi le carote e le patate e fatele insaporire nello scalogno. Dopo circa due minuti versate il brodo vegetale (precedentemente portato a bollore) nella casseruola fino a che le patate e le carote saranno sommerse, aggiungendovi il rametto di rosmarino. Conservate in caldo il brodo rimasto e cuocete per 40 minuti circa a fuoco medio. Nel frattempo, tagliate a listarelle le fette di speck e fatele rosolare in una padella con un filo d’olio, fino a che non saranno belle croccanti. Tagliate il Casolèt a cubetti piccoli.
Una volta cotte le patate e le carote, frullate il tutto: se desiderate la crema un po’ meno densa, aggiungete un cucchiaio alla volta il brodo (caldo) messo da parte.
Servire con una macinata di pepe, un filo d’olio, lo speck e il Casolèt adagiati sopra.

NB: lasciate riposare la crema con il Casolèt e lo speck sopra per circa 5 minuti: il formaggio si scioglierà e sarà un tutt’uno con la crema!

Mentre cucinate: Florence + The Machine – You’ve got the love

 

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Come si aggiusta un pomeriggio sbagliato. Quello strano, col cielo strano e l’aria strana. Rincorro quest’ultimo mese di estate conservandolo nei barattoli sotto forma di marmellate e conserve, eppure c’è sempre qualcosa che mi lascio sfuggire. Meglio così: l’estate va lasciata dove è, nel suo mare blu, nelle sue colline di grano oro, nei suoi pomeriggi oziosi e nelle sue sere stanche. Ci limitiamo a raccogliere gli effetti del sole caldo, i pomodori maturi (gli ultimi), una scottatura che ci abbandona presto (la mia), e quello che la fine di agosto ci lascia: l’ansia e l’urgenza dei primi impegni autunnali, il profumo fresco di settembre alla sera e tutto quello che si inizia a desiderare dell’autunno (compreso il maglione di lana con le renne che vorresti già adesso: si, il countdown è iniziato).

In un pomeriggio sbagliato di fine agosto che preannuncia pioggia, la mia soluzione è una coperta di Linus di farina, zucchero e uova. C’è qualcosa di incredibilmente confortante nel preparare una torta: il momento in cui rompo le uova e prendo la frusta mi libera immediatamente da tensioni, malumori e paturnie (cit). E’ un ritorno a casa dopo tanto tempo.

 

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Questa è una torta furba: con un vasetto di yogurt si pesano tutti gli ingredienti, e vi serviranno solamente una ciotola e una frusta. Quello che otterrete sarà talmente morbido, soffice e goloso che non riuscirete più a farne a meno!

ps. Consigliato a chi, come me, adora la farina integrale!

 

Vi serviranno:

  • 1 vasetto di yogurt (125 g)
  • 1 vasetto e mezzo di farina integrale
  • 1 vasetto e mezzo di farina 0
  • 1 vasetto e mezzo di zucchero
  • 2 uova
  • ½ vasetto di olio di semi
  • Una manciata di mirtilli
  • 1 cucchiaino di lievito
  • scorza di 1 limone biologico
  • 3 cucchiai di latte (opzionale)

Accendete il forno in modalità statica a 170°. Mescolate in una ciotola tutti gli ingredienti liquidi: le uova, lo yogurt e l’olio. Aggiungete lo zucchero, la farina, il lievito e la scorza di limone avendo cura di mantenere il composto senza grumi. Io ho usato le uova delle galline di mia nonna, che sono leggermente più piccole: se come me non avete uova grandi, potete aggiungere un uovo, o in alternativa 3 cucchiai di latte. Nel mio caso l’impasto è risultato eccessivamente denso, e ho aggiunto uno alla volta i 3 cucchiai di latte.
Imburrate e infarinate uno stampo da plumcake e versate tre quarti del composto nello stampo. Togliete i mirtilli dal frigorifero (devono essere freddi, altrimenti durante la cottura scenderanno!) e disponeteli sulla lunghezza dell’impasto. Ricoprite con il composto rimanente, aggiungendo infine mirtilli a piacere. Cuocete il plumcake per 45 minuti, facendo sempre la prova con lo stuzzicadenti.

Mentre cucinate: Dionne Warwick – What the world needs now

 

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